martedì 22 ottobre 2013

Concert au Temple Neuf à Strasbourg


Concert
Piano et Ondes Martenot 
Samedi 9 novembre 2013 à 20h
Au Temple Neuf à Strasbourg
Bruno Perrault 
Matteo Ramon Arevalos

SÉRIMPIE



La copertina del cd 
SÉRIMPIE - for Ondes Martenot and Piano 
che uscirà questo autunno
ReR Megacorp (UK)

The cd cover of
SÉRIMPIE - for Ondes Martenot and Piano
which is released this fall
ReR Megacorp (UK)

Bruno Perrault - ondes martenot
Matteo Ramon Arevalos - piano

Recorded by Marco Parollo
Cover Paintings by Roberto Pagnani

4 CURATRICI PER 4 MAESTRI ALDO ROSSI· ALBERTO MARTINI· GUIDO GUIDI· GIACOMO POZZI-BELLINI

Alberto Martini
Un rivoluzionario a fascicoli
A cura di Federica Nurchis
Per quanto gli estremi anagrafici siano tanto ravvicinati (1931-1965), non è facile condensare l’esperienza
dello storico dell’arte Alberto Martini: editoria periodica, mostre, radio e televisione sono solo alcuni dei mezzi utilizzati per esprimere i propri interessi storico artistici che, spaziando dall’antichità al Novecento, seppe trasmettere in un’emblematica unità tra cura scientifica e divulgazione artistica.
Nato in provincia di Mantova, ma presto trasferitosi a Ravenna, Martini inizia il proprio percorso critico
come allievo di Roberto Longhi, con cui si laurea nel 1954, grazie a una tesi su un pittore complesso ed eccentrico come il fiorentino Bartolomeo della Gatta (1448-1502). 
Trasferitosi a Milano nel 1958 in cerca di maggiori opportunità lavorative, approda nel capoluogo lombardo in un momento di straordinaria
apertura culturale e di boom economico, in cui poter procedere a passo sostenuto, con un’operosità frenetica e qualificata. 
È lui, infatti, la mente che, alla Fratelli Fabbri Editori, sta dietro alla straordinaria avventura de I Maestri del Colore, i celebri fascicoli settimanali che invasero a milioni le case degli italiani negli anni Sessanta.
Della fitta costellazione di conoscenze ascrivibili al giovane storico dell’arte, l’esposizione dà conto grazie a una sorta di mappa scandita a mo’ di quadreria, nella quale si affastellano carteggi e fotografie
provenienti dall’archivio Martini, filmati, articoli di giornale, opere già di proprietà dello studioso e una selezione di disegni, incisioni, sculture e dipinti donatigli dagli amici artisti (Ottone Rosai, Mino Maccari, Renato Guttuso, Carlo Carrà, Gianfranco Ferroni, Emilio Tadini, Luciano Minguzzi…).
Uno spazio a sé, guadagna invece uno straordinario dipinto di Mattia Moreni, proveniente dalla collezione
di Roberto Pagnani, posto a rappresentare gli artisti conosciuti a Ravenna negli anni della giovinezza
e il rapporto con due importanti collezionisti della cittadina come appunto Pagnani e Guido Rosetti, della cui raccolta sarà presente una tra le diverse opere di Rosai acquistate grazie al giovane critico.
Quale episodio determinante della variegata strada di divulgazione artistica intrapresa da Martini, in mostra sarà possibile vedere un raro e prezioso documentario realizzato dal critico nel 1959 per la RAI, dedicato a Medardo Rosso, girato all’interno del Museo di Barzio, affiancato da un cospicuo numero di grandi stampe fotografiche utilizzate per le riprese, dal copione dattiloscritto, nonché da un saggio inedito di Martini, intitolato: Medardo Rosso, tra scapigliatura e impressionismo. 
La particolare
attenzione critica riservata allo scultore verrà infine documentata dall’esposizione di un dipinto,
una Natura morta, che Martini attribuì allo stesso Rosso, aprendo il caso critico di un Medardo pittore a olio.
Il cuore della mostra è riservato al “fatale” incontro tra Martini e Dino Fabbri (1922-2001), che fece della storia dell’arte un fenomeno di “massa”, non più riservata ad un’elite colta ma distribuita in edicola,
senza rinunciare a un alto livello scientifico e uno straordinario apparato fotografico a colori, realizzato ad hoc anche grazie a diversi viaggi compiuti dallo stesso Martini per musei e collezioni in Europa, America e Asia.
In chiusura, lettere e saggi inediti, disegni originali, nonché splendide fotografie, danno conto dell’a
 Alberto Martini ebbe con Giorgio Morandi e Alberto Giacometti.

http://www.associazionetestori.it/
http://www.archiviocollezioneghigipagnani.com

DISABITARE - Galleria Ninapì - Ravenna


















DISABITARE
Venerdì 18 ottobre, ore 18.30
Galleria Ninapì - Via Pascoli, 31 Ravenna

Lettura poetica di Nevio Spadoni
Traduzione di Francesca Serra
Accompagnamento musicale di Elisabetta Agostini, soprano e Claudio Rigotti, tastiera
Allestimento pittorico di Roberto Pagnani e Daniele Cestari

Fotografie di Alessandro Tedde
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La Galleria Ninapì è lieta e onorata di ospitare Nevio Spadoni, poeta e drammaturgo, una delle personalità più significative nella cultura letteraria contemporanea. E’ stato appena proclamato vincitore del prestigioso premio ‘Guido Gozzano’ con un’opera in lingua dialettale ‘’ Cal parôl fati in ca’ Raffaelli editore.
Ezio Raimondi, nella prefazione scrive ‘’ nel dialetto di Spadoni, ruvido e aspro, il flusso discorsivo sembra scaturire dal profondo del corpo…’’
Il suo legame con la lingua dialettale, dove, con testi lirici e graffianti, di grande complessità ci trasmette una forte carica emotiva, rivela elementi della tradizione e della memoria ma, poiché l’autentica poesia è universale,va oltre il panorama locale, verso ampie latitudini.
E’ stato tradotto in varie lingue ed è presente nel volume ‘’Minorities not Minority: a window on italian cultures’’ Cinnamon Press
I suoi monologhi esprimono disagi, quelli della nostra vita, di cose perdute, non vissute, memoria e presente.
Memoria di paesaggi naturali, loro stravolgimento che ci ha portato smarrimento e solitudine, crisi dei rapporti umani.
Da qui deriva il titolo dell’evento di questa serata, DISABITARE, spontanea ed espressiva espressione artistica in cui sentiamo il confronto fra un passato, spinta vitale, e un pessimismo del presente, in una società globalizzata e consumista che ci fa vivere nell’ incomunicabilità di città ‘disabitate’.