



DORMIVEGLIA 2007
montaggio Mauro Baratti
riprese Stefano Bisulli e alcuni soliti ignoti
un video che documenta
l’evento conclusivo della prima estate del movimento La città del sonno
VISIONI DALLA CITTA' DEL SONNO A PALAZZO SAN GIACOMO
dedicato a Pier Franco Ravaglia
una produzione le belle bandiere
e di tutti coloro che hanno partecipato
realizzata con il contributo della Regione Emilia Romagna
promossa in collaborazione con Pro Loco Russi
preparazione aperta 25 luglio/2 agosto
percorsi 3, 4 e 5 agosto ore 20.15, 21.15, 22.15
Palazzo San Giacomo di Russi, luogo offerto dal Comune di Russi
con
Claudio Ballestracci, Roberto Ballestracci, Laurence Barthomeuf, Paola Bartoli, Raffaele Bassetti, Lucia Baldini, Raffaele Bassetti, Laura Berardi, Stefano Bisulli, Elisa Bottiglieri, Elena Bucci, Gigi Busignani, Comaneci, Marco D’Amore, Andrea de Luca, Nicoletta Fabbri (Serrateatro), Francesco Ghiaccio, Guido Leotta, Andrea Giuliani, Michele Pazzini, Mattia Agatiello, Sara Bocchini (Teatro della Clavicola), Roberto Pagnani (Topoi05), Davide Reviati, Giuseppe Righini, Elena Sartori, Marco Sgrosso, Giulia Torelli, Erich Turroni, , Mattia Vernocchi, Elena Zauli, Gianni Zauli, e gli attori del Laboratorio Permanente di Russi Bruno Bendoni, Mauro Benedetti, Daniela Denti, Enrica Ghinassi, Gianni Mazzesi, Giovanna Randi, Monica Ravaglia, Gabriele Valentini, Franco Zoli
e l’adesione di: Marco Mantovani, Ivano Marescotti, Giuseppe Righini, Elena Sartori
guida Elena Bucci
nucleo Paola Bartoli, Andrea de Luca, Marco Sgrosso
installazioni Claudio Ballestracci
mappa e giochi con le parole Gianni Zauli
assistenti Marco d’Amore, Francesco Ghiaccio
suono Raffaele Bassetti
foto di Giovanni Mancini
riprese e video Stefano Bisulli, Nicoletta Fabbri
sito Marco Lobietti
un posto dove tutti abbiano un luogo e un luogo che tutti li abbraccia dove non ci sia bisogno di parlare di comunicazione tra le arti e di rapporto con la gente perchè lo stare è già capire dove il sonno crei sogno infanzia viaggi nel tempo evocazione di figure che ci hanno aiutato gioco parole nuove e poi anche solitudine raccolta e meditazione sugli assenti su quello che manca e su quello che invece abbiamo
Il movimento La città del sonno 2006 (16 luglio - 28 agosto, www.lacittadelsonno.it), partito dallo spettacolo Bambini di Bucci, Reviati e Ballestracci, indaga le modalità di relazione tra diverse arti e tra le arti e il pubblico, utilizzando spazi non teatrali.
Rende visibile una mappa territoriale in continua trasformazione creata dai rapporti tra le persone e tra il loro lavoro, una semplice lettura dell’esistente che ne accresca la forza segnalando la nascita di una comunità solidale aperta e in cerca di un’etica del fare.
Rivaluta – per un’estate, finora, anche se il pensiero si allunga più veloce nel tempo - quello che già abbiamo: la possibilità di creare, qui e ora, in nome del piacere.
Perchè la città del sonno?
Il sonno e il dormiveglia, spesso bollati come perdita di tempo, in altre culture e in altri tempi hanno rappresentato momenti di grande rigenerazione. Quasi per paradosso, rispetto ai valori della nostra quotidianità, mettiamo al centro del lavoro suggestioni, gesti, stati e testi ispirati alla perdita di coscienza per creare visioni che, pur affondando nella realtà, nella memoria e nei luoghi abituali, abbiano il potere di trasformarli.
Il sonno è un segno: è ciò che ci permette di sognare e rinascere ogni giorno, ma che può trasformarsi in potente anestetico, è ciò che ci separa in miliardi di solitudini ma che ci rende tutti uguali ed indifesi, un abbandono, un memento mori, ma anche una via per viaggiare avanti e indietro nel tempo, dialogare con gli assenti e ricordare le aperture e la sapienza dell’infanzia, quando l’atto della creazione può essere naturale come il respiro o l’invenzione di parole nuove.
Può essere anche l’estremo strumento di protezione e resistenza, per prepararsi al mutamento.
Visioni dalla città del sonno ha raccolto persone, immagini e opere provenienti dai diversi allestimenti e laboratori realizzati nel corso dell’estate 2006 nei luoghi di appartenenza delle compagnie, dei singoli e in strutture che li hanno ospitati (Festival Filo di Arianna di Belluno).
Ognuno ha scelto un luogo all’interno del deserto Palazzo San Giacomo, uno studio temporaneo, dove installare il suo lavoro ispirato ai temi di CITTA’ DEL SONNO. Musicisti, pittori, artisti visivi, attori, registi, fotografi hanno intrecciato i loro linguaggi e le loro opere attraverso un laboratorio di pensieri e opere in movimento che, ordinato in un percorso, è stato poi aperto al pubblico.
Visioni dalla città del sonno
Mattia Moreni, Parigi 1957
“…se riuscissi a trovarmi un buco per lavorare nel comune di Ravenna chiedendo a Zaccarini, o al sindaco o altri…”
Roberto Pagnani, Ravenna 1957
“…ho per te un magnifico, intero ed antico palazzo-rifugio, selvatico e nobile…”
Mattia Moreni, Parigi 13 maggio 1962
“…fra non molto arriverò in Romagna per riprendere il mio lavoro e penso che ci darò dentro, ne ho voglia. Questo lento e poco appariscente lavoro per fare diventare immagine il gesto, non più segno. Se ne sarò riuscito in qualcuno la mia vita avrà avuto un senso – raccontando in più dell’ambiguità dell’esistenza umana…”
Dove posso dormire… (R.P., Ravenna 2006)
E’ lei la città che ho raggiunto dopo saltellanti passi e mancate osterie, troppo lucide per essere a buon mercato.
Quanti “io” accompagnano i suoni del vicolo che entra tra le case!
E certo sono in piedi abbastanza sano per trovar riposo ma, amici cari, perché tutta quella intrepida attenzione di chi vive attorno ed intorno?
Sapete, mi ha preso il sonno, non la stanchezza ma quella voglia del respiro che sbuffa mute sillabe da dormiveglia, da confine… ed in questa città non basta la camicia o la ruffiana scarpa per entrare, ci vuole una promessa ed una pretesa di orgoglio, orgoglio da pesce, sano e liscio, orgoglio fiero e solitario.
Mi piace quel brulichio cittadino che vi ho trovato, è un suono scalzo dai piedi morbidi e l’asfalto che non macchia anche se liquido; è la notte chiara sul taglio dell’alba.
Alba, ho lasciato il marchio del mare all’alba e sono entrato in questa diversa città con documenti muti, forse troppo scuri, quasi illeggibili.
Ho trovato, mi hanno dato asilo ed è magnificamente bello, bello non spiegare niente, non aver niente da scucire alle orecchie fiscali del ragionare.
Qui si ha sonno ed è per questo che si è veementemente vigili!
Quadri, Roberto Pagnani
Scultura, Riccardo Bottazzi
Palazzo San Giacomo, Sala Mattia Moreni.
PICCOLO TESTAMENTO, REVERSIBILE, DI UN PITTORE
OVVERO
PREFAZIONE AD UNA NUOVA SERIE DELLA MIA PITTURA.
Esplode improvvisa la necessità di cambiare o, per meglio dire, di riorganizzare il proprio dire e parlare sulla tela. E’ una necessità condotta dalla stanchezza che mi circonda, dall’offesa continua dell’ascoltare forzatamente chi parla, per forza di cose, dell’arte.
Ho avuto una grande fortuna, ovverosia una condanna; essere nato nella magia di un luogo fuori luogo dove, leggendo, ho percepito poesie lontane ma vere. Nascere tra le carte e i dipinti di solidi artisti è come possedere la lealtà dei pensieri cercando di condividerli per poi dissolversi nel chiedersi cosa sia meglio fare.
Uno stacco netto vi è tra l’ideale e l’agire nell’arte; la mia vita corre circondata troppo spesso da chi, addolorato, tenta di aggrapparsi a te, senza una propria cognizione reale dell’esserci, dandoti quella tediosa e fastidiosa sensazione di soffocamento. Sono zavorre ammalate che si lamentano del proprio peso (o assenza di peso).Poi, coscientemente, riappare l’agguato verso se stesso e quindi la necessità di riappropriarsi della casa, degli oggetti mossi dal corpo. La casa, gli oggetti, il corpo e di nuovo la casa. E’ l’intimità che va preservata, il pensiero è la casa e troppe volte viene offesa da ospiti che la (lo) attraversano..
Ma l’amore resiste ed i nostri templi rimangono coerentemente fedeli a se stessi.
Sapete, è facile riconoscere chi ha debole intelletto, sibila le solite litanie, un poco idiote, di come triste è la provincia, continuando a bruciare i propri anni attendendo la luna. Del resto, questa Italia è stata ridotta ad una enorme, lurida provincia di insoddisfatti e maleducati ben vestiti.
La casa, quindi, ritorna al suo valore di rifugio più sottile del silenzio delle parole, dove fluido scorre il liquido colore e lascia uno sguardo languido nella trama del cotone sul telaio del pittore.
L’oggetto è, in effetti, un luogo del pensiero, è la funzione ed azione del corpo, è la costruzione tangibile delle idee.
Appartiene alla casa l’oggetto, e riscatta gli spazi degli armadi e dei cassetti, dei piani e del disordine delle superfici….


I.10
Italian Cultural Institute of New York - Onishi Gallery - GARD Galleria Arte Roma Design - Assessorato alle Politiche Culturali Comune di Roma
I.10 GROUP EXHIBITION ITALIAN CONTEMPORARY ART
ARTISTS: Marco Angelini, Ariela Böhm, Marco Minguzzi, Gabriele De Santis, Fulvio Angelino, Giovanni Mangiacapra, Roberto Pagnani, Emilio Giusti, Mona Luisa Diogo, Diego Toscani ________________________________________________
“I.10” is an exhibition where 10 artists are being chosen as representative of contemporary art in Italy. One will find different works in style and artistic language, where creativity expresses itself in a multitude of facets: art of matter created with natural pigments and cellophane by M. Angelini, digital images to be unveiled by G.De Sanctis, waves created through a spatulate in transparent silicone by A. Böhm or the coloured dense and instictive spatulate by G. Mangiacapra. And again, the digitalised figurative directly on plaster by M. Minguzzi, the refined figurative created with oil paints by M. Diogo, the new pop painting by E. Giusti, the “sticks”, original artworks by F. Angelino, created with an assemblage of many different mummifying elements preserved in resin. At last, traditional painting showing highly suggestive backgrounds by R. Pagnani and the crude and strongly aesthetic painting by D. Toscani, with his skinless bodies opening and revealing their inner lives.
CURATORS: Pamela Cento e Sonia Mazzoli - GARD Galleria Arte Roma Design SPONSORSHIP: Italian Cultural Institute of New York & Assessorato Politiche Culturali Comune di Roma WHERE: Onishi Gallery, 521 West 26 th Street, Chelsea – 10001 New York WHEN: Dal 19 al 31 luglio 2007 OPENING: Giovedì, luglio 19, 18.00 – 20.00 I.10.com COORDINATORS NY Silvia Secondari, Alessandra Carbone COORDINATOR RM-NY Raffaella Arnone PRESS Zatta GRAPHIC DESIGNER dGraphix 3D M&MGraphix TRANSPORT Spedart TRANSLATIONS Blythe Liebgott, Airleas M. Vaglio
Il 21 giugno alle ore 19.00 presso lo spazio GLOSS in V. Monte della Farina 43/44 a Roma (L.go Argentina) si inaugura la mostra personale di Roberto Pagnani. I lavori dell’artista indagano il confine tra il figurativo e l’astratto percorrendo il camino dell’arte informale.
Soqquadro
Presenta
DATE: dal 21 al 27 giugno 2007
INAUGURAZIONE: 21 giugno ore 19.00
ORARI DI APERTURA: dal martedì al sabato 19.00/02.00
LUOGO: GLOSS, V. Monte della Farina 43/44, Roma
CURATRICE: Marina Zatta
UFFICIO STAMPA: Francesca Romana Parisini
INFO: tel. 06.4504846, 06.68135345 cell. 333.7330045
@mail: soqquadro@interfree.it
Roberto Pagnani è nato a Bologna nel 1970 e risiede a Ravenna, città in cui svolge la sua attività di artista . E’ cresciuto in un ambiente familiare dedito al mondo dell’arte da più generazioni e si è formato, nella pittura, a contatto diretto con opere ed artisti tra i più rappresentativi della cultura italiana ed europea come, ad esempio, M. Moreni e G. Mathieu. In un lavoro apparentemente semplice Pagnani in realtà affronta una molteplicità di problemi complessi. dalla libertà nell’uso dei materiali, alla complementarietà di questi, legni, metalli e residui del mare, già affrontata storicamente da Schwitters, alla problematica del volume, con la sovrapposizione dei vari componenti. L’artista compi ela scelta precisa di far scaturire l’opera da una sorta di memoria atavica e complessa, dove si stratificano coscienza informale e un gusto a volte Brut del colore che compare anche nelle sue tele.
Beatrice Buscaroli Fabbri