lunedì 21 aprile 2008

Daniele Pozzi a Roma




Cathrine Krog, Daniele Pozzi, Luciano e Myrice Tansini, Gloria Tranchida, Marina Zatta a COLORE (ROMA)






COLORE - VISTA ARTE & COMUNICAZIONE (ROMA)







Luciano Tansini


Luciano Tansini (T’sinai’n) è nato a Bologna nel 1937. Assistente di Politica Economica e professore incaricato di Economia istituzionale presso l’Università degli Studi della sua città natale, ha tenuto corsi di insegnamento anche presso l’Università somala di Mogadiscio e l’Università di Los Andes, Merida, Venezuela. In numerosi viaggi (Africa, India, America Latina), ha ricercato la cultura animista e profetica dei miti, e dei riti. Per le sue particolari opinioni in tema di filosofia economica, è stato man mano emarginato dagli ambienti della didattica e della ricerca istituzionali. Oggi si muove sempre più solitario, al di fuori di ogni istituzione e organizzazione culturale. Teso verso le radici della memoria e del divenire, la sua Università è la “strada”. Le sue armi vogliono essere semplici gesti, richiami, parole, verso chi non può manifestare “parola”, per liberare il linguaggio e il sacro, ovvero la coscienza, dal monopolio di chi ne ha fatto proprietà assoluta, dalle classi dominanti che, quando hanno interesse, si impossessano dei processi di liberazione per bloccarli e distruggerli, gestendoli in prima persona perché nulla cambi. Tra le sue opere più significative: Aspetti del problema politico-economico e del Valore (1968); Rapporto tra etica dei profeti e sviluppo e sottosviluppo – Tempo e Valore: problemi di logica dialettica (1970); Controquestascienza (1976, pubblicato con lo pseudonimo “chinonhanome”); Animiamo o barbarie – verso il profetiamo: Animiamo-nomade-comunista (1983; pubblicato con lo pseudonimo “Oudeis Recab”); Profetiamo e Chiesa imperiale (1992); Stato o Messia (1995); Ascolta Israele (1997); Sogni: sposalizio tra sibille-streghe d’amore e profeti di giustizia (2000); Ascolta o Israele!... sulla schiavitù e sull’amore romantico (2001).

Riccardo Melotti

Riccardo Melotti vive e opera a Bologna dedicandosi alla poesia definendola "la fonte d'un respiro dove sgorgano fiati di parole" e alla pittura, pensando che un quadro è solo "la tessera di un più ampio mosaico".



SENSARE

Esplorare un senso

Diramare palmi

Orbitare pupille

Rovistare il silenzio

Per stille di suoni.

Abbagli e ombra

Zucchero e veleni

Tramontare ciglia

Per albori mattutini.

Scoprire profili intatti

Dermare lividi

In bianchi veli..

Nello stupore

Mutare difetti

In celeste epidermide

Di nuovi cieli.

ARTISTICAMENTE

Arpeggio scarpale

Colore di stracci

Sorrisi d’insetti..

Culto del malore

Asimmetria sociale

Pattumosi assemblaggi

Icona tribale

Dell’armonico orno

Bellici arrembaggi.

Il bello in cantina

L’escremento in vetrina..

Ciglia chiuse

Allo scroscio

D’una latrina.

VIVO

Vivo

Dopo il muro

Dopo gli intarsi

Di calce fessurati

Dalla longitudine

Del tempo..

Arrampicato

Al reticolo dei mattoni

Con l’inutile slancio

Di rami sgombri

Tra foglie

Senza stagione

Su freddi scampoli

D’aiuole.

Vivo polmonando

Cieli che mutano.