
Pagg. 60
ISBN9788863471168



Ravenna, sabato 4 settembre 2010
Mentre scrivo la mostra “3 pittori alla Gervasia” si è conclusa da pochi giorni.
Grazie alla fine intelligenza ed alla squisita ospitalità di Paolo Lini e dell’amico Giorgio Tampieri è stato possibile per me, Mauro Bendandi e Federico Zanzi allestire, nel parco della Gervasia, una valida alternativa di esposizione pittorica come risulta ben documentata dalle fotografie di questo blog.
La formula di usufruire di un luogo all’aperto per una mostra non è una novità in senso assoluto ma si tratta, in ogni caso, di una felice soluzione espositiva che ci riporta ad una dimensione domestica dell’arte esaltandone i valori e i contenuti proposti.
L’incontro tra il pubblico e gli artisti è stato elegantemente condotto da Carlo Polgrossi il quale ha giustamente sottolineato l’importanza del dialogo diretto tra i pittori e le persone presenti nel modo più naturale possibile e lontano da quella inutile artificiosità sterile che avviene solitamente nelle moderne gallerie.
Sarebbe davvero auspicabile che, un così fortunato incontro alla Gervasia, si possa ripetere anche nel futuro con altri nuovi artisti creando una serie di belle giornate dedicate alla pittura all’aperto.



inaugurazione venerdì 30 luglio ore 21.00
Galleria del Carbone
Via del Carbone, 18/A - Ferrara
ORARIO: dal lunedì al venerdì 17.00-20.00; sabato e festivi 17.00-20.00 martedì chiuso
Berlino
A Francoforte sull’Oder si trova un monumento sovietico che ricorda l’Armata Rossa. Rappresenta un militare russo in pietra calcarea scura con l’elmetto simile a quello italiano della seconda guerra. Il soldato ha un fucile-mitragliatore con il caricatore a disco che parte dai piedi verso l’alto, verticale e diritto di fronte a lui come se fosse un bastone o la spada di un crociato. Sotto all’arma, in cirillico, si legge una dedica ai caduti dell’esercito. La memoria gioca spesso a tennis con le immagini e non riesco a comprenderne il ricordo ma il grigio della statua mi lancia dalla Germania al palazzo San Giacomo di Russi.
Grigia era una stanza con le pareti macchiate dai colori ripuliti da grandi pennelli, un palazzo abbandonato, con piacevoli decorazioni pittoriche del Pronti, Cignani ed altri ancora… ma in pieno disfacimento.
Quella stanza grigia la vissi al buio di una notte dell’estate del 2006. La battezzai sala Mattia Moreni.
Sono arrivato di fianco a Berlino ascoltando i Concerti Brandeburghesi.
Roberto Pagnani
Da
Atlante Laterale
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